Nel nuovo asse di espansione di Taranto, Gio Ponti immagina una cattedrale moderna ma profondamente legata alla tradizione pugliese. La Concattedrale Grande Madre di Dio nasce così: un grande volume bianco in cemento faccia vista, preceduto da una scalinata e da una vasca che ne amplifica la monumentalità. Il campanile, alto 41 metri, è definito da due pareti traforate da ottanta finestre esagonali e rettangolari, incastrate tra due torri campanarie: un segno verticale che reinterpreta le antiche cattedrali italiane con un linguaggio contemporaneo.
All’interno, Ponti lavora sull’essenzialità: superfici bianche alternate a elementi verdi — pareti laterali, travi, pavimento, seggi — che accentuano la profondità e la plasticità dello spazio. La copertura si solleva progressivamente fino al tiburio, inondato dalla luce, mentre l’altare avanzato accoglie la comunità in un gesto aperto. Un’architettura che unisce rigore, spiritualità e modernità, trasformando la luce in materia.
NOME_CONCATTEDRALE GRANDE MADRE DI DIO
DESIGNER_GIO PONTI
CREDITI_ https://atlantearchitetturacontemporanea.cultura.gov.it/concattedrale-grande-madre-di-dio/
CREDITI FOTOGRAFICI_ https://atlantearchitetturacontemporanea.cultura.gov.it/concattedrale-grande-madre-di-dio/



